03 Ottobre 2008

alibi





Mentre guardava l'ora , ripassò mentalmente tutto ciò che aveva da fare di li a poco. non era molto difficile , anche se necessitava di abbastanza concentrazione da meritare un caffè pre-azione.
ristretto.
fischiettando un motivetto insistente vide che stava arrivando il suo collega - ed era ora , si trovò a pensare - col camioncino affittato.
allora si tolse lo zainetto di spalla e lo aprì, mentre il camioncino scorreva appena oltre lui, dirigendosi - ed era ora - contro il muro della scuola materna.
il tritolo aiutò la distruzione della facciata e di parte dell'ala laterale, ma la giornata di lavoro non era ancora finita .
toltosi il braccio dalla fronte si spolverò le spalle, tirò fuori il contenuto dello zaino e buttò via quest'ultimo, ormai inutile e cominciò a camminare verso la breccia.
il foro , se così lo si poteva chiamare , era privo di incendi vivi,solo qualche fiamma di circostanza, così nonostante la spessa coltre di fumo riuscì ad entrare in modo abbastanza agevole.
per terra e sui muri c'erano ancora dei pezzi di maestre, e qualcosina anche del suo ex collega , mentre lui cercava di farsi strada verso le due ali più lontane dell'edificio, rimaste quasi intoccate dall'esplosione.
gli si fece incontro una maestra urlante disperata, mentre in lontananza si potevano sentire dei bambini sbraitare, probabilmente spaventati dal botto.
- dio sia l... -     e la testa le saltò via completamente in un colpo solo.
avrebbe voluto avvertirla dell'ascia che si era portato appresso, ma era stata troppo precipitosa.
     beh il buon giorno si vede dal mattino, no?

gli pareva un buon inizio di giornata. se tutto fosse andato liscio avrebbe lavorato molto poco quel giorno. e la fortuna sembrò premiarlo. ancora due maestre e una madre gli passarono vicino, per l'ultima volta. intanto cominciò ad odorare quello che voleva.


     non gli piaceva il futuro che stava arrivando. preferiva fermarlo in anticipo.


aprì la porta dell'aula, salutò i bambini con un grosso sorriso ed esclamò dolcemente(corredando il tutto con una dolcissima inclinazione della testa):


     - è arrivato papààà.



dieci minuti dopo uscì dalla scuola impolverato e soddisfatto. un altro pezzo di futuro era stato salvato.meno male!
di corsa tornò al bar Salieri, ripassando dalla finestra da cui era uscito pochi minuti prima.
sentì bussare alla porta e aprì. sfoderando un sorriso imbarazzato disse a chi voleva entrare : - io aspetterei qualche minuto prima di entrare - e fece una risatina di contorno. passando dal bancone bevette il suo caffè ormai freddo e se ne andò lasciando qualche soldo di mancia.
il buonumore lo inondò mentre si incamminava verso casa.
si passò una mano tra i capelli, e si accorse di essere un po' confuso.
dopo un attimo di smarrimento decise che era meglio smettere di pensarci. indossò gli occhiali e sorrise ad un barbone.




il buongiorno si vede dal mattino.

 
08 Luglio 2008

festa a sorpresa




- ben tornato! era un bel po' che ti aspettavo qui al buio! -

     ancora una volta fu la Tristezza in persona ad accoglierlo all'ingresso, pronta ad accendere il fioco lume che avrebbe inondato la festa pochi secondi dopo.

- come ai vecchi tempi eh? almeno tu ti sei ricordata, i vecchi amici non si scordano mai, eh?
- eh già. ti ho preparato un piatto speciale. accomodati di là. scusa il buio, ma ho un problema che..
- si si, ho notato non preoccuparti.

nel camminare urtò con il piede destro qualcosa, ma non gli diede troppo peso.


d'un tratto si accesero i lumini che circondavano la stanza, e si sentì sibilare un flebile : - sorpreeeesaahh -
c'erano tutti : il Buco nello stomaco, la Rabbia improvvisa , e la Gelosia.
poi guardò per terra. era lui stesso rattrappito che si sorrideva con viva euforia , incurante del suo orribile aspetto cadaverico, specchio del suo vero presente.
- allora questo piatto speciale? - disse dopo aver salutato tutti gli invitati con gentilezza e disperazione.

- STO ARRIVANDO! - si sentì urlare da qualche altra stanza - E' UN PO' AMARO MA TI PIACERA' .

nella penombra tutti sorrisero,  per quello che gli era permesso dalla circostanza.
sul piatto era servito un cuore umano , probabilmente il suo, in un agrodolce intingolo sanguigno.
sembrava pulsare ogni tanto , ma nessuno ci fece caso. La Tristezza fece il cuore in pezzi e lo servì agli ospiti.

la festa era ricominciata.

 
06 Maggio 2008

restauro




- sono i rumori della notte! - sentì dire dalla notte stessa.
si interrogò sui colori della notte, sul perchè fosse necessariamente nera , e sul perchè non ci fosse sempre così tanto silenzio da distinguere le rane nel fosso.

la notte non si scomodò ulteriormente, lasciandolo vagare, mentre le zanzare procedevano al trucco disperato del suo viso , spinte dalla loro fame di sangue.
gli occhi lo portavano lontano, verso le nuvole che sfumavano in un po' di sereno più in alto, ma ricordandogli che basta un soffio per non vedere fino a là in fondo.
in fondo basta sbagliare una volta per perdere tutto. basta un passo falso e tutto cade giù, se non è pronto.


la radio da dentro la macchina chiedeva un po' di rispetto per cantautori ormai privati delle parole.
diede una leggera origliata alle trasmissioni e fu d'accordo con sè che il silenzio fuori era meglio.
si allontanò dall'auto verso gli alberi, convinto che il bosco l'avrebbe guidato meglio della sua mano.


le piante gli chiesero la parola d'ordine e lui accarezzò la pelle rugosa dell'interlocutrice, che lo lasciò passare , come se lo avesse riconosciuto.

camminò per diversi minuti tra le piante fittissime che lasciavano passare la luna, abituata a divertirsi disegnando ombre nel bianco del suo sguardo.
si sorprese ad amare sinceramente quel bianco , mentre camminava con qualche difficoltà tra gli arbusti e le radici sporgenti.

giunse dopo qualche tempo in uno spiazzo, a cui la luna aveva pieno accesso.
il bianco per un attimo lo meravigliò. se ne andò verso il centro.
si tolse tutti i vestiti , tirò fuori dalla borsa la sua maschera preferita e la indossò al posto dei suoi occhi.
si lasciò investire dallo sguardo della luna, come se non avesse nulla da temere e nulla a cui pensare.
tirò un sospiro di sollievo e rinunciò a contare.
sarebbe stata un'attesa lunga, e dall'esito incerto.


si sorprese a pensare finalmente ad un po' di paura.
sospirò di nuovo e spalancò un sorriso divertito a 45 denti.
come se avesse il vento in faccia.


poi finalmente si lasciò cadere, senza forze , dentro l'erba.
la notte avrebbe portato consiglio?
chissà

 
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